Advisory, valutazione e gestione del patrimonio per investitori istituzionali, gruppi industriali e istituti di credito, in Italia e all'estero.
La BU Corporate Real Estate & Fixed Assets supporta investitori istituzionali, gruppi industriali, istituti di credito ed enti pubblici e religiosi nella gestione strategica del patrimonio immobiliare e strumentale. I servizi intervengono lungo l'intero ciclo di vita dell'asset: dall'analisi delle potenzialità e dalla valutazione alla strutturazione delle strategie di portafoglio, fino alle operazioni di dismissione o trasformazione. Le valutazioni sono condotte in conformità agli standard RICS e IVS. I fattori ESG sono integrati nell'analisi laddove incidono sul posizionamento degli asset o sulle condizioni di accesso al credito.
Advisory strategico
Gestione e strategia di portafoglio
Valutazioni
Il team Corporate Real Estate & Fixed Assets opera attraverso un metodo integrato che collega analisi strategica, valutazione degli asset e strutturazione delle opzioni di intervento in un quadro coerente e verificabile. Ogni mandato parte da una lettura critica dello stato di fatto — documentale, tecnica e di mercato — che costituisce la base per la definizione degli scenari e la misurazione dei relativi economics. Per i mandati di portafoglio, le analisi sono strutturate per cluster, distinguendo le opzioni di mantenimento, valorizzazione e dismissione con economics puntuali e analisi di sensitività. Le valutazioni sono condotte in conformità agli standard RICS e IVS. I fattori ESG sono considerati variabili strutturali dell'analisi laddove incidono sul valore, sulla commerciabilità o sulle condizioni di finanziamento dell'asset.
L'HBU Analysis è indicata quando il proprietario o l'investitore intende valutare le potenzialità di un asset prima di assumere una decisione strategica — acquisizione, trasformazione, valorizzazione o dismissione. È particolarmente rilevante per immobili dismessi, sottoutilizzati o con destinazioni d'uso non più allineate al mercato. L'analisi restituisce scenari alternativi con i relativi economics, consentendo una scelta informata tra le opzioni disponibili.
La Second Opinion non determina un valore di mercato secondo standard RICS o IVS, ma verifica in modo indipendente la solidità delle assunzioni su cui si fonda il progetto del committente — valori di vendita, costi, tempi di assorbimento, rendimento atteso. È uno strumento di controllo interno, tipicamente commissionato da investitori, sviluppatori o istituti finanziatori prima di impegnare risorse significative in un'operazione.
Un processo di razionalizzazione è indicato quando il portafoglio presenta asset con rendimenti non allineati agli obiettivi aziendali, costi di gestione elevati rispetto al mercato o destinazioni d'uso non più funzionali alla strategia del cliente. È particolarmente rilevante in fasi di ristrutturazione aziendale o pressione sul bilancio. L'analisi restituisce una mappa critica del portafoglio con indicazioni operative per ciascun asset.
Il servizio interviene nelle fasi di gestione attiva e riposizionamento del portafoglio, con continuità lungo l'intero ciclo di vita degli asset — dall'analisi delle condizioni correnti alla strutturazione delle opzioni di uscita. Può essere attivato in modo puntuale su singoli asset o in modo sistematico su portafogli complessi con esigenze di razionalizzazione strutturale.
Le principali modalità analizzate sono la vendita a mercato — frazionata o in blocco — l'apporto a fondo immobiliare e la cartolarizzazione. Ciascuna comporta profili diversi in termini di liquidità, tempistiche e rendimento atteso. Nel caso di cessione in blocco, l'analisi stima lo sconto da applicare al valore venale as-is per garantire un rendimento adeguato al profilo di rischio dell'operazione.
I fattori ESG — efficienza energetica, rischio climatico, certificazioni ambientali — incidono sul valore e sulla commerciabilità dell'asset, influenzando i costi di adeguamento opex/capex, il posizionamento rispetto alla domanda istituzionale e le condizioni di finanziamento. Non costituiscono un rating autonomo ma sono integrati nel giudizio complessivo sull'asset e nelle strategie di portafoglio.