Gran parte dell’Italia che abiteremo nei prossimi anni è già costruita.

Edifici pubblici e privati, patrimoni immobiliari complessi, infrastrutture sociali, aree da riconvertire, immobili sottoutilizzati e spazi che possono tornare a generare valore rappresentano una delle principali leve per costruire città più accessibili, efficienti e sostenibili.
La sfida della rigenerazione urbana parte dalla conoscenza del patrimonio esistente: valutarne lo stato tecnico, energetico, documentale e funzionale, selezionare le priorità di intervento e trasformare le informazioni in strumenti concreti di programmazione e governo.
In questa prospettiva, il Piano Casa può assumere una valenza sistemica. Non soltanto una risposta al bisogno abitativo, ma una piattaforma capace di attivare recupero, riuso, housing sociale, servizi di prossimità, investimenti istituzionali e collaborazione pubblico-privato.
Per RINA Prime, rigenerare significa contribuire a trasformare il patrimonio esistente da vincolo a risorsa, attraverso dati affidabili, competenze tecniche integrate, sostenibilità economica e capacità di misurare gli impatti generati per territori e comunità.
Andrea Migliore ha approfondito questi temi in occasione dell’evento ReMind “L’Italia che abiteremo 2026”, con un intervento dedicato al ruolo della conoscenza, della governance e della rigenerazione urbana nella costruzione della città del futuro.
Il confronto è stato moderato da Paolo Crisafi, Cavaliere di Gran Croce e Presidente di ReMind.