L’efficienza energetica del patrimonio pubblico è una leva concreta per modernizzare il Paese.

Il patrimonio pubblico italiano comprende circa 770 mila unità immobiliari, di cui circa 670 mila non vincolate e quindi potenzialmente interessate da interventi di riqualificazione energetica, secondo i dati ENEA. Gli asset immobiliari della Pubblica Amministrazione generano consumi finali annui pari a circa 4,6 Mtep, equivalenti a oltre 53 TWh/anno, secondo RSE. Numeri che raccontano la dimensione della sfida.
Intervenire sul patrimonio pubblico non significa soltanto ridurre i consumi, ma rendere scuole, ospedali, uffici pubblici, edifici culturali e sedi amministrative più efficienti, resilienti e adeguati alle esigenze di cittadini, amministrazioni e territori.
Per questo, anche nel settore pubblico, l’efficienza energetica è prima di tutto un tema di governance del patrimonio. Serve conoscere gli asset, individuare le priorità, programmare gli interventi, integrare competenze tecniche e gestionali, monitorare i risultati e misurare le performance nel tempo.
Solo così l’efficienza energetica può trasformarsi da obbligo di adeguamento a leva di valore pubblico, continuità operativa e capacità di programmazione.
Il tema è stato approfondito da Andrea Migliore in occasione di Forum Compraverde Buygreen, nel confronto dedicato all’efficienza energetica nel settore pubblico e al ruolo delle imprese italiane nella transizione energetica pubblica.