La città del futuro non si progetta soltanto. Si governa.
Oggi intervenire sulla città significa confrontarsi con sistemi sempre più articolati: grandi aree da trasformare, investimenti rilevanti, tempi lunghi, interessi pubblici e privati, esigenze sociali, vincoli tecnici, sostenibilità economica e qualità della vita.

In questo scenario, il project management assume un ruolo nuovo. Non è più soltanto controllo di tempi, costi e avanzamento, ma diventa una funzione di governo, capace di coordinare competenze diverse, anticipare criticità, allineare stakeholder e mantenere coerenza lungo tutto il ciclo di vita della trasformazione.
La riqualificazione urbana richiede infatti una regia integrata, in grado di mettere in relazione ingegneria, urbanistica, finanza, diritto, sostenibilità e gestione operativa. La complessità non nasce dalla mancanza di competenze, ma dalla loro frammentazione.
Governare la città del futuro significa quindi costruire direzione, continuità e valore: non solo nei grandi progetti urbani, ma anche nei territori diffusi, dove la trasformazione richiede visione, coordinamento e capacità di generare coerenza tra attori, obiettivi e priorità.
Il tema è stato approfondito da Nunzio Di Somma in occasione dell’evento organizzato dall’Ordine degli Ingegneri, dedicato ai processi di riqualificazione urbana e alla gestione della complessità.