Il Piano Casa pone una domanda centrale al sistema immobiliare italiano: come rendere il patrimonio residenziale esistente realmente in grado di rispondere a una domanda abitativa profondamente cambiata.

Cambiamenti demografici, evoluzione dei modelli familiari, crescita del bisogno di soluzioni flessibili e crescente difficoltà di accesso alla casa stanno ridefinendo il rapporto tra cittadini, immobili e territori. La sfida non è più soltanto espansiva, legata alla costruzione di nuovi alloggi, ma sempre più trasformativa: intervenire sull’esistente per renderlo coerente con i bisogni attuali, garantendo equilibrio tra sostenibilità economica, qualità degli spazi e tempi di realizzazione.
Questi temi sono stati al centro della conference “Piano Casa: dal costruito al necessario. Strategie per trasformare il real estate residenziale”, organizzata da RINA Prime nell’ambito dell’evento Progetti d’Italia de Il Quotidiano Immobiliare. Il confronto ha riunito rappresentanti del mondo istituzionale, associativo, industriale e tecnico del settore immobiliare, concentrandosi su tre dimensioni chiave: evoluzione della domanda abitativa, modelli di rigenerazione urbana e condizioni normative e finanziarie abilitanti.
Giorgio Spaziani Testa, Presidente di Confedilizia, ha offerto la prospettiva della proprietà privata, richiamando un tema decisivo: il valore degli immobili dipenderà sempre più dalla loro capacità di adattarsi ai nuovi bisogni sociali, funzionali ed economici. In questa prospettiva, incentivi efficaci, fiscalità coerente, semplificazione degli interventi e sostenibilità economica diventano leve indispensabili per coinvolgere i proprietari e rendere possibile una trasformazione diffusa.
Il contributo di Marco Buttieri, Presidente di Federcasa, ha posto l’attenzione sul patrimonio pubblico e sul recupero degli immobili inutilizzati come leva strategica per affrontare il tema dell’accessibilità alla casa. Housing sociale, partenariato pubblico-privato, recupero dell’esistente e nuovi strumenti finanziari possono diventare leve operative, a condizione che siano sostenuti da governance, programmazione e capacità esecutiva.
Michele Mingori, Vicepresidente ANCE Giovani, ha approfondito il ruolo della filiera edilizia e la necessità di evolvere verso modelli più industrializzati, efficienti e scalabili. Prefabbricazione, modularità, digitalizzazione e processi costruttivi evoluti possono contribuire ad accelerare i tempi, ridurre i costi e rendere più sostenibile l’attuazione del Piano Casa. La questione non riguarda soltanto la disponibilità di tecnologie, ma la capacità culturale, organizzativa e industriale del settore di adottare nuovi modelli operativi.
Nel suo intervento, Nunzio Di Somma, Real Estate Executive Technical Services Director di RINA Prime, ha richiamato il ruolo dell’analisi, della progettazione integrata e della governance degli interventi nei processi di trasformazione del real estate residenziale. In un contesto caratterizzato da bisogni abitativi in evoluzione e da un patrimonio spesso non allineato alla domanda attuale, diventa centrale mettere a sistema competenze tecniche, industriali e finanziarie per abilitare interventi su larga scala.
Il Piano Casa potrà generare un impatto reale solo se saprà tenere insieme accessibilità abitativa, tutela del valore immobiliare e capacità di attivare investimenti pubblici e privati in modo stabile e sostenibile. La sfida, quindi, non è soltanto costruire di più, ma rendere nuovamente adeguato, attrattivo e funzionale ciò che già esiste.