I dati delineano un quadro che richiede attenzione. Nel 2023 in Italia il consumo di suolo ha raggiunto 72,5 km², saliti a quasi 84 km² nel 2024. Allo stesso tempo, un quarto degli edifici residenziali è stato costruito prima del 1946. Il risultato è una dinamica evidente: il Paese continua a crescere consumando nuovo spazio mentre una parte significativa del patrimonio esistente invecchia e si espone a vulnerabilità crescenti.
In un contesto in cui il 94,5% dei comuni italiani è esposto a rischi idrogeologici, rigenerare significa innanzitutto prevenire. Ridurre il rischio contribuisce a stabilizzare i territori, a proteggere comunità e infrastrutture e a rafforzare la base economica su cui poggiano imprese e sistemi locali.
La rigenerazione ha anche una dimensione economica rilevante. Nel settore delle costruzioni 1 miliardo di euro di investimenti genera oltre 15.000 unità di lavoro, attivando filiere produttive, capitale e occupazione. Non si tratta soltanto di riqualificazione urbana, ma di una leva concreta di sviluppo economico.
In questo quadro, il patrimonio pubblico rappresenta un fattore decisivo. In Italia lo Stato dispone di 44 mila immobili per un valore stimato di 62,8 miliardi di euro. Nel 2023 sono stati avviati interventi per circa 1 miliardo di euro, con 70 milioni di euro di risparmi sulle locazioni passive. Il piano prevede 4,7 miliardi di investimenti entro il 2026 e 147 milioni di euro di risparmi annui a partire dal 2027.
In un contesto in cui ridurre consumo di suolo e vulnerabilità è una priorità, questo patrimonio non rappresenta solo un tema amministrativo, ma una questione di politica economica. Se adeguatamente conosciuto, regolarizzato e inserito in una strategia chiara, può diventare una piattaforma concreta di sviluppo, capace di attrarre capitali e generare valore stabile nel tempo.
La vera sfida non è immaginare nuovi progetti, ma ridurre incertezza, tempi e rischio. Gli investimenti si orientano verso contesti in cui esistono opportunità chiare, regole definite e capacità di esecuzione. Rigenerare oggi significa trasformare ciò che già esiste in resilienza, competitività e valore durevole.
Di questi temi ha parlato Andrea Migliore in occasione dell’evento “Investiamo insieme sul Presente e sul Futuro dell’Italia”, organizzato da Remind, riportando la rigenerazione al centro del dibattito come leva concreta di sviluppo e stabilità per il Paese.